Corsi di inglese per ogni livello

Metodologia

Trovati i materiali, stabiliti gli obiettivi è tempo di riflettere sul metodo. Che cosa funziona meglio lo studio delle strutture o l'approccio comunicativo?

'Mi mancano le basi' sento spesso dire da chi ha magari già una buona conoscenza dell'inglese (per 'basi' intendasi la conoscenza delle strutture grammaticali). Conoscere le regole grammaticali è certamente importante ma la grammatica aiuta davvero a comunicare spontaneamente? Direi di no, anzi un approccio strutturale allo studio della lingua straniera è noioso e controproducente e causa spesso il 'disammoramento' della materia da parte degli studenti nella scuola dell'obbligo.

Ciò che regola come le parole 'si sposano' fra loro è per la maggior parte una questione di collocazione. Per esempio se traduciamo letteralmente 'fare la doccia' o 'fare pranzo' otterremo 'make a shower' e 'make lunch'. Nel primo caso avremo bisogno di un idraulico e nel secondo rimarremo a stomaco vuoto limitandoci soltanto a preparare il pranzo ma non a mangiarlo. Per collocazione si intende appunto l'associazione che viene a crearsi fra due o più parole. Le collocazioni in pratica sono i mattoni e il cemento della lingua.

In questo senso ogni lingua è un insieme di convenzioni e il nostro sforzo deve mirare a padroneggiarne il più possibile partendo dalle più comuni. Siccome le collocazioni sono alla base di ogni espressione non ci sono molto spesso regole grammaticali che possano spiegare una data frase. Infatti non ha neanche senso chiedersi perché si dice così e non così. La grammatica è utile quando getta luce sulle 'geometrie idiomatiche' cioè sul tipo di espressioni che si possono usare in una determinata situazione. Un bravo linguista descrive non prescrive. É utile osservare, descrivere ed imitare non produrre un linguaggio sterile secondo regole astratte. Il carro va messo dietro ai buoi non davanti.

L'audio precede il testo

Parlare una lingua straniera in modo fluido e spontaneo, presuppone la capacità di capire il nostro interlocutore (è vero che si potrebbe non avere la necessità di comprendere la lingua parlata ma solo quella scritta ma questa sarebbe un'eccezione). Quindi per essere in grado di capire occorre fare sopratutto pratica di ascolto. Questo esercizio ci darà inoltre la capacitare di acquisire la musicalità tipica della lingua straniera che non è solo ristretta al modo di pronunciare e di intonare la frase ma anche al modo in cui le parole si collocano insieme che è la cosa fondamentale. Siccome l'ascolto di materiale autentico oggi è possibile farlo comodamente dal computer o dal telefono cellulare davvero non ci sono più scuse.

Continuo ricambio e la gioa di imparare

Non esiste un metodo migliore per imparare l'inglese o una qualsiasi altra lingua straniera. Tuttavia, lo sviluppo tecnologico ha senza dubbio rimescolato le carte rispetto ad un passato in cui esistevano solo testi scritti impostati su approccio grammaticale. Quindi, siccome la creatività comincia dal conoscere quello che c'è a disposizione, sarà opportuno passare in rassegna una serie di siti utili (partendo per esempio da quelli elencati nella sezione materiali) per rendersi conto di ciò che esiste.

É opportuno partire dai propri interessi e abilità per trovare il materiale più adatto. La giusta motivazione nasce da qui e può essere rafforzata in diversi modi, per esempio creandosi un obiettivo diverso secondo il materiale a disposizione ma cercando sempre di 'giocare' con la lingua.

How can I help you?

Come insegnante/consulente mi riempie di gioia rendere i miei studenti in grado di collegare fra loro elementi apparentemente insignificanti per giungere a conclusioni preziose. É il continuo scoprire 'le felici coincidenze' che rendono l'apprendimento di una lingua fra le cose più belle e soddisfacenti che un umano possa fare.

Questa piattaforma di e-learning, che uso con successo da diversi anni, si basa su un modello blended - lezione in classe e/o on line + studio individuale guidato. Il punto di forza maggiore è il feedback sul lavoro svolto che va ben oltre il semplice controllo programmato della risposta 'vero-falso', scelta multipla o qualsiasi variazione di essa.

Non posso dire di aver inventato qualcosa che prima non esisteva ma posso piuttosto di invogliare l'uso intelligente di strumenti e risorse per sviluppare la consapevolezza del proprio stile di apprendimento, la massima autonomia nella gestione del tempo da dedicare al carico di lavoro necessario e soprattutto per ottenere la più grande soddisfazione possibile nel raggiungimento degli obiettivi.